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IL PROGETTO

 

Il lavoro nasce come riflessione sull’identità, su quello che si è, che si decide di essere o che gli altri decidono che noi siamo, sulle scelte, sulle non scelte, sull’intimità, sulle cose che teniamo nascoste agli altri e, a volte, anche a noi stessi.  Come mi rappresento? Che cosa racconto di me? Che cosa mi racconta? 

“Un ritratto tocca, altrimenti è solamente una foto d’identità. Ciò che tocca è un’intimità che si porta in superficie.” Michel Merlau-Ponty

  

Io sono un’altra nasce nel 2014 durante una residenza artistica a San Cipriano (SA) presso la FAP Fondazione Aurelio Petroni con le donne del paese. Nel 2015 viene presentato all’interno del Focus Svizzera organizzato da Zona K a Milano con donne di Milano. Durante il biennio 2017/18 si è sviluppato sul territorio ticinese (Svizzera) raccogliendo i ritratti di più di 100 donne.

 

Ad oggi sono stati raccolti i ritratti di più di 140 donne tra gli 8 ed i 93 anni.

Il progetto si sviluppa in 3 fasi:

 

  1. Le performances private: la creazione degli autoritratti

  2. L’esposizione/installazione: la condivisione pensata per un pubblico altro

  3. Il progetto nel progetto: da un lavoro sull’identità personale verso un lavoro sull’identità sociale e culturale. 

1. LE PERFORMANCES PRIVATE

 

Al centro delle performances ci sono donne alle prese con la creazione di due loro autoritratti: l’immagine che la donna ha di sé e l’immagine di ciò che anche è ma rimane più nascosto, di ciò che vorrebbe essere o, più semplicemente,  un altro lato si sé.  

Nel nostro caso l’autoritratto avviene attraverso l’utilizzo di una materia decisamente insolita: il corpo di un’altra. Le donne hanno infatti avuto a loro totale disposizione il corpo della performer, utilizzandolo come materia da plasmare per parlare di sé.

2. L'ESPOSIZIONE/INSTALLAZIONE

Il lavoro può aprirsi al pubblico in diverse forme, dalla più semplice mostra fotografica all’installazione più articolata e più immersiva dove oltre che le fotografie raccolte vengono condivisi anche materiali video ed audio dei vari incontri avvenuti e dove la forma espositiva diventa un'esperienza stessa per lo spettatore. 

3. IL PROGETTO NEL PROGETTO

 

È la visione a lungo termine di Io sono un’altra.

Più le prime due fasi vengono ripetute e più la terza fase cresce.

Il progetto raccoglie una costellazione di performances private, racconti di donne che, messi tutti insieme, aprono il lavoro ad un ulteriore livello di lettura.

Non è solo una riflessione sull’identità personale, ma è una riflessione su un’identità sociale, di genere, collettiva, universale.

Il progetto ha bisogno di tanti anni per potersi rivelare nel suo essere progetto nel progetto, coinvolgendo donne di diversi paesi, religioni, culture, ideali, ceti sociali, età. Tutte queste diversità sono unite da un unico denominatore comune: il corpo della performer.

 

Un altro aspetto importante di questo progetto a lungo termine è la naturale trasformazione del corpo della performer che, inevitabilmente, subirà l’influsso del tempo che passa. In fondo non abbiamo che una certezza nella vita: siamo tutti esseri effimeri.

CREDITS

di e con

Camilla Parini

supporto fotografico e riprese video

Marika Brusorio

Chiara Caterina

Muriel Hediger

Martina Tritten

montaggi video

Chiara Caterina

Amos Pellegrinelli

Martina Tritten

allestimento scenografico

Milli MilJkovic

supporto tecnico

Roberto Mucchiut

Sandro Pianetti

collaboratori

Monica Muraca

Simon Waldvogel

produzione

Collettivo Ingwer

co-produzione

Teattro Socilae Bellinzona – Bellinzona Teatro

nato in collaborazione con

Fondazione Aurelio Petroni

con il sostegno di

Pro Helvetia - Fondazione Svizzera per la cultura

Repubblica e Cantone Ticino DECS – swisslos

Città di Lugano

Città di Lugano

Fondazione Annita Avanzini

SETI 

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